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Un classico della disinformazione: l´uso superstizioso dei numeri e la loro falsificazione.

14-09-2015 - 758,93 KB - Editoriali , Costruzione Sociale del Razzismo
icona relativa a documento con estensione pdf Un classico della disinformazione: l´uso superstizioso dei numeri e la loro falsificazione.

Riportiamo qui di seguito un articolo di Stefano Cecchi su "la Nazione", dal titolo "E´ santa Croce ma sembra Africa. Il centro storico è degli immigrati", la lettera che gli ha spedito un cittadino italiano residente a Santa Croce, e la replica del giornalista, in cui non risponde a nessuna delle osservazioni svolte nella lettera, ma mette in scena la propria immacolata coscienza.
E´ un segno di autodiscredito: di buone intenzioni è lastricata la via dell´inferno, e sui sepolcri imbiancati Gesù ha detto poche parole, che sembrano sempre più decisive.
Pare infatti particolarmente ridicolo che rimandi allo scrupolo della propria coscienza chi adopera numeri, percentuali e categorie con la disinvoltura di Stefano Cecchi. Chi abbia letto l´eccellente romanzo di Luca Rastello, "I buoni", ricorderà una delle tattiche raccomandate da Don Silvano: "se non sai cosa dire, spara numeri... convincono tutti e non li controlla nessuno"(p.113).

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