19 Settembre 2020
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Il male assoluto che non si può più nascondere. (di Adriano Prosperi)

06-09-2015 - 129,18 KB - accoglienza profughi
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«Oggi tutto accade sotto l´assidua attenzione dei media. Siamo davanti a una omologazione della Shoah, peggio, a una versione banalizzata». E ricordiamo, con Bertold Brecht, che il ventre che ha partorito quel mostro è ancora gravido.

QUEL numero scritto dall´uomo in divisa sull´avambraccio di una bimba addormentata in braccio alla madre, in fila con tanti altri davanti alla stazioncina ceca ai confini dell´Austria, sembra avere almeno risvegliato nelle coscienze qualche ricordo sepolto. Ritorna la tragedia d´Europa: ma non in forma di farsa. Piuttosto di "orribile parodia", come ha detto Piero Terracina, vivente testimone di quei numeri incisi a fuoco sulle braccia dei prigionieri dei lager nazisti. Qui, si tratta di una scritta a pennarello, lavabile senza danni: segno dell´appropriazione burocratica di una riduzione dell´essere umano alla sua identità animale, senza diritti né dignità. È un deciso passo avanti verso il ricorso banalizzato e normale ai metodi di quello che fu definito il male assoluto. (...)

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